Linda Foster & Edmondo Lupieri, Il peccato dei padri, Effatà Editrice, Cantalupa (TO), 2009, pp. 288, Euro 14,00.

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Con questo terzo romanzo, sfruttando una trama gialla e toni ironici, gli autori hanno voluto trattare due temi oggi fondamentali, quello del fanatismo religioso e quello del confronto-scontro fra culture e civiltà. Il racconto è ambientato in Friuli, alla fine dello scorso millennio e prima dell’avvento dell’euro, e contiene la seconda avventura italiana del Cav. Paride Frattolini. Il Cavaliere è un settantenne italiano di nascita che, dopo i convulsi eventi che accompagnarono la fine della Seconda Guerra Mondiale ai nuovi confini orientali del Paese, è fuggito in America. Qui ha realizzato il «sogno americano»: col sudore della fronte, si è costruito un proprio mondo di successo e denaro in cui vive tranquillo finché, ormai avanti negli anni, decide di ritornare nella vecchia patria, portando con sé dollari e voglia di fare. Il passaggio, però, dalla terra delle opportunità apparentemente illimitate a una piccola provincia nostrana è tutt’altro che liscio. Imbevuto di idee gnostico-apocalittiche raccattate chissà dove, il Cavaliere intende usare le proprie finanze per forzare la mano della Provvidenza a far discendere in Friuli la Gerusalemme Celeste. Con la stessa caparbietà con cui ha edificato il proprio impero terreno, egli decide di fondarne una versione spirituale: un centro di ricerche religiose, intitolato a se stesso, che concentri nella locale università lo Spirito diffuso in quella che per lui è la terra promessa e provochi l’intervento definitivo di Dio. La prova di essere nel vero gli viene anche dal frammento di un’antica mappa, presunta opera dei Templari, di cui è venuto in possesso rocambolescamente. Il convincimento fanatico di possedere la verità (anzi, la Verità), si rivela quindi fonte di credulità quasi ingenua e causa una reazione a catena di eventi incontrollabili. Per la propria missione, il Cavaliere ha trascinato con sé dagli USA due studiosi italoamericani, il posato Gottardo Cecutti, storico del cristianesimo, e la sin troppo piacevole antropologa delle religioni, Camilla D’Odorico. Poiché entrambi dipendono da lui per la loro sopravvivenza finanziaria, e non solo, quando il Cavaliere finisce in sala di rianimazione, essi si trovano contro voglia costretti a un’affannosa ricerca di una diversa verità, scomoda per tutti. La storia si complica quando la madre di Gottardo, la stalagmitica Adelia Cecutti, sparisce nel nulla. La signora Cecutti è sempre vissuta nel suo mondo, fondato sulle convenzioni e sui pregiudizi di una cittadina di provincia. Ma quel mondo sta cambiando. Rapita da un ambiguo personaggio venuto dall’Est, la signora Cecutti vede prendere corpo in quell’uomo dalla carnagione scura i propri terrori più profondi, ma anche uno spiraglio di libertà.

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